I LUOGHI







DOVE SI È SVOLTA
LA BIENNALE DELLO STRETTO
I 10mila metri quadrati coperti della sede espositiva, Forte Batteria Siacci sono stati completamente occupati dalla mostra dei progetti d’architettura, dalle opere dei fotografi e dalle installazioni degli artisti. Hanno partecipato 143 architetti, in mostra più di 150 progetti, 10 fotografi e 2 laboratori di ricerca fotografica realizzati ad hoc per la Biennale, 22 gli artisti, 6 installazioni indipendenti.
Una sessione di urbanistica tattica ha trasformato e reso fruibile, permanentemente, dai cittadini, in soli tre giorni, uno spazio sul lungomare della città di Villa San Giovanni.
Un tavolo lungo 100 metri nel fossato del Forte e una panca della stessa misura sugli spalti.
160 talker architetti, giornalisti, scrittori, avvocati, professori, in 5 location nelle sessioni di settembre e ottobre: Forte Batteria Siacci, Campo Calabro; Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria; Università degli Studi di Messina, Alta Fiumara Resort, Villa San Giovanni; Villa Zerbi, Reggio Calabria.
Com’era nelle intenzioni abbiamo realizzato due momenti significativi di Biennale fuori dalla geografia specifica dello Stretto: la prima dedicata all’arte contemporanea a Badolato, in Calabria e la seconda a Parigi, dedicata all’architettura e alle città del futuro.
Forte Batteria Siacci
Forte Batteria Siacci a Reggio Calabria è la fortificazione umbertina più grande dello Stretto di Messina, sia per dimensioni, sia per valore architettonico.
Fu costruito nel 1888. Si sviluppa in pianta quadrangolare, con il lato sinistro non allineato, una sorta di trapezio rettangolo.
Sul fronte principale presenta una figura triangolare ed è completamente circondato da un profondo fossato.
Le postazioni di tiro dovevano coprire un settore di 120° sullo Stretto di Messina, corrispondente al territorio che va da Villa San Giovanni a Torre Cavallo.
Quasi tutti gli ambienti interni avevano un alto livello di finitura, ancora in larga parte leggibili.
Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria
Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, inaugurato nel 1959, è stato oggetto, nel corso degli anni, di importanti trasformazioni. Nel 1981, è stata allestita la sezione di archeologia subacquea, per dare un’adeguata visibilità ai Bronzi di Riace, considerati tra i capolavori al mondo più significativi dell’arte greca.
Chiuso per restauro nel 2009, il museo è stato riaperto al pubblico nel 2016. L’elemento principale dell’allestimento attuale è il nuovo cortile interno, coperto da un soffitto in vetro trasparente che illumina naturalmente l’atrio. Il piano interrato di Palazzo Piacentini ospita due ampie sale destinate a esposizioni temporanee; all’interno del lungo corridoio laterale, si trova un lapidario. Il MArRC ha anche un’area archeologica interna: un lembo della grande necropoli ellenistica scoperta durante la costruzione dell’edificio.
Università di Messina
L’Università di Messina fu fondata il 16 novembre 1548 da Ignacio de Loyola con il supporto del viceré Juan de Vega. Fui il primo Collegio dei Gesuiti al mondo, il famoso Primum ac Prototypum Collegium. L’istituzione affrontò tensioni con la classe politica locale e l’Università di Catania, che rivendicava l’esclusiva nel conferire titoli dottorali. Solo nel 1591, con un cospicuo donativo a Filippo II, Messina ottenne il diritto di conferire lauree. La rivalità con Catania e i problemi interni segnarono la storia dell’Ateneo fino alla sua chiusura nel 1679, dopo la rivolta contro la Spagna. Riaperta dai Borboni nel 1838, l’università subì ulteriori chiusure e riforme, riflettendo le vicissitudini politiche della città. Gli edifici dell’Università di Messina furono ricostruiti nella stessa area dopo il terremoto del 1908.
Badolato
Badolato è uno dei “paesi raddoppiati” della Calabria, il nucleo lungo la costa, nato dopo l’alluvione, negli anni Cinquanta, il borgo antico arroccato tra mare e montagna. Che possano essere questi luoghi, in Calabria e altrove in Italia, alternativa alla città è un punto di discussione molto teorico, ma che l’esistenza in vita passi attraverso la loro valorizzazione come parte di un processo culturale rigenerativo è stimolo e responsabilità per la comunità progettuale. In questo scenario, l’arte come attrattore e moltiplicatore di interesse è fattore determinante, come ben espresso nel progetto “Respiratoria”, villaggio artistico sostenibile, coordinato dall’architetto Pasquale Piroso che ha aperto la due giorni fuori Biennale.
Villa Genoese Zerbi
Storica dimora in stile neogotico-veneziano situata sul lungomare di Reggio Calabria, di fronte allo Stretto di Messina. Costruita alla fine dell’Ottocento e ristrutturata nel 1925 dopo il terremoto del 1908, la villa è caratterizzata da eleganti bifore, decorazioni in pietra e un suggestivo giardino. Un tempo residenza privata della famiglia Zerbi, oggi è sede di eventi culturali, mostre e manifestazioni artistiche, ed è uno dei simboli architettonici più affascinanti della città.

