
Ph. ©fotoarchitetto/RiGymnasium, ©S. Anzini




LA SECONDA EDIZIONE
Dal 18 settembre al 14 dicembre 2024 si è tenuta la seconda edizione della Biennale dello Stretto. Dal 18 al 22 settembre, il 18 e il 19 ottobre, il 13 e il 14 dicembre si è svolto un programma di incontri e ospiti chiamati a osservare e comprendere il territorio mediterraneo. La Biennale ha avuto la capacità di attrazione sullo Stretto, con incursioni sia da lontano, sia con sguardo ravvicinato.
Principale polo espositivo Forte Batteria Siacci a Campo Calabro, l’esposizione era divisa in sessioni: progetti di architettura, mostra fotografica, installazioni artistiche.
Le opere sono state raccolte attraverso una Call to Action generale, un contest under 35 e inviti personali dei curatori.
L’edizione 2024 ha conservato la dimensione culturale multidisciplinare alimentata dall’architettura, attivando un riverbero ancora più ampio sul design, sull’arte e sul cinema, sull’antropologia e sulla scrittura, sulla fotografia, con più ospiti e più incontri.
LE INSTALLAZIONI ARTISTICHE IN BIENNALE
La settimana inaugurale della Biennale dello Stretto (18-22 settembre) è coincisa con la Settimana Europea della Mobilità – SEM (16-22 settembre). Con il coordinamento del gruppo di lavoro dei curatori della sessione Mobilità Federico Parolotto e Gaia Sgaramella (MIC-HUB) e con la condivisione e collaborazione dei Comuni, si sono organizzate sessioni di urbanistica tattica in prossimità di scuole o musei e punti nevralgici delle città. Questo ha consentito di partecipare attivamente alla SEM con il riverbero internazionale che ne ha seguito.
Circle Table
“Tempo del cerchio” è un’espressione che identifica un modello di confronto inclusivo, una modalità di ascolto e dialogo, aperta a conoscere, comprendere e individuare approcci migliorativi.
A rappresentare il Circle Time un oggetto simbolico, un tavolo denso di significati, a partire dal suo progetto: disegnato da Alfonso Femia con Salvatore Greco e realizzato da artigiani calabresi, verranno utilizzate, per la sua costruzione, differenti specie legnose, per rappresentare l’eterogeneità delle idee, dei luoghi, delle geo-morfologie e delle etnie del Mediterraneo che si comporranno in un’unica dimensione armonica così come si accostano, fino a fondersi, le acque ioniche e tirreniche nello Stretto.
Il tavolo potrà essere scomposto nei suoi elementi costruttivi e riassemblato nei luoghi deputati, di volta in volta, ad accogliere il Circle Time.
Anche questa scelta è metafora del territorio mediterraneo, 22 Paesi, tre rive, mondi profondamente diversi, legati non certo da un’identità comune, ma da un unico fattore geografico.
Connessioni con altri luoghi del Mediterraneo, un’idea di Mediterraneo amplificata che si estende, per riverbero e contaminazione culturale, a territori e città
“non mediterranei”: i Circle Time si sono tenuti in vari luoghi e il tavolo ne è stato il filo conduttore.
Prima tappa, molto vicina, Taurianova, designata come capitale del libro 2024.
A seguire L’Aquila, Agrigento, Marsiglia, Nizza.
Ponte di Luce
Nello scenario della seconda edizione della Biennale si sé sviluppato un evento artistico, “ponte di luce”, proiezione temporanea di fasci rettilinei luminosi a simulare una connessione ideale tra Calabria e Sicilia.
Una linea concettuale istantanea che ha unito Villa San Giovanni a Messina, tracciando uno spazio di limite per indurre una riflessione sul complesso e, talvolta, ambiguo rapporto tra unione e separazione, sulla contrapposizione tra vicino e lontano, sulla polarizzazione e sulle tensioni che animano il vivere contemporaneo.
Il progetto dell’installazione è stato condiviso con 500x100sb e il comune di Villa San Giovanni.
Nel corso delle giornate di dibattito, sono stati sviluppati tre specifici approfondimenti, coinvolgendo soggetti internazionali.
- CITTÀ D’ACQUA / CITTÀ PORTO
Ambientale e geopolitico: l’acqua urbana gioca sempre un ruolo strategico, in una progressione di emergenze climatiche, competizioni internazionali, crescita economica. Il progetto di architettura come chiave di mutazione. - CULTURA DEL PROGETTO / IL RUOLO DELL’ARCHITETTO
Il ruolo dell’architetto per intercettare esigenze e comprendere gli scenari in mutazione. Ordini professionali in dialogo. - SCUOLE D’ARCHITETTURA / IL FUTURO DELLA FORMAZIONE
La ricerca di nuovi paradigmi formativi alla luce dei profondi cambiamenti che stanno trasformando il progetto d’architettura. L’adeguatezza dei percorsi accademici e il necessario confronto tra formazione, ricerca e professione.

